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Nathan Williams ripete Sleepwalker 8C+
(07/01/2021)

Alla fine dello scorso dicembre Nathan Williams ha realizzato la quinta salita di "Sleepwalker", blocco di 8C+ aperto nel 2019 da James Webb a Red Rocks e finora ripetuto solamente da Daniel Woods, Nalle Hukkataival e Drew Ruana.

"This boulder just suited me very well, and with every session, I felt stronger and stronger on the underclings. 10 sessions this season and around 5 or 6 last season. I think I fell going to the sloper from the bottom almost 30 times before I stuck it on point."

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Nicolai Užnik ripete Bügeleisen sit-start e apre Witchcraft 8C
(01/01/2021)

Nicolai Užnik
"Witchcraft"
Villach
Foto © video screenshot
Fine 2020 fruttuoso per Nicolai Užnik, prima con la realizzazione della quarta salita di "Bügeleisen sit-start", 8C (+) in Maltatal e poi con l'apertura di "Witchcraft" a Villach, blocco che gli ha richiesto molti tentativi suddivisi su nove sessioni, per il quale propone il grado di 8C.

"Bügeleisen Sit 8C (+) ?
Today I climbed one of the best lines there are. Opened by @nalle_hukkataival in 2014, I was able to claim the 3rd repetition of this kingline! I started trying the Sit Start this summer in obviously not the best conditions and after a lot of rainy weather in the last few months, today was actually the first time I got to try it after a while. Cleaning the topout which was completely covered in snow was the first obstacle but only shortly after doing so, I surprised myself with the send in my first go of the day. So psyched!!
Big thanks to my bro @flowmotion8 for the video and the support."


Il video sul Canale YouTube di Mellow.



Riguardo "Witchcraft" racconta:
"After nine sessions and hundreds of times falling at the crux, today I was able to connect all moves and send this short and extremely powerful line. I have never put so much effort in a boulder before, which is why I am even happier about finally climbing it."

Il video sul suo Instagram.
Alex Megos su The Story of Two Worlds 8C
(31/12/2020)

Alex Megos ripete la famosa linea di "The Story of Two Worlds", aperto nel 2005 a Cresciano da Dave Graham, il quale allora lo propose come nuovo standard di riferimento per il grado di 8C, in contrasto alla tendenza di quel periodo alla sopravvalutazione dei boulders a fini mediatici.
Ironicamente lo stesso blocco richiama ancora oggi a riflessioni sulle difficoltà nel bouldering che, al di là dei numeri, possono rivelarsi anche molto differenti in base al metodo utilizzato.

Alex pone l'accento sull'importanza del 'COME' (HOW) un passaggio viene risolto, evidenziando che non sia possibile mettere sullo stesso piano salite con metodi completamente differenti. Ad esempio svariate ripetizioni sono state effettuate con l'agevolazione dell'uso di una ginocchiera (knee pad), anche se la prima salita era stata effettuata senza, ma spesso non mettendo in discussione il fatto di aver risolto un blocco con una difficoltà diversa da quella proposta in origine.
Già sui primi movimenti della sequenza si sono viste varie versioni, a partire da quella iniziale di Dave Graham (181 cm) il quale utilizza prese di partenza non raggiungibili da climbers di bassa statura con una corretta partenza da seduti. Nel 2010 Dai Koyamada (165 cm) userà infatti una nuova sequenza bassa che gli permetterà di partire da una posizione di corretto sit-start, rendendo così più impegnativo il blocco, con la proposta di valutazione a 8C+.

Ecco le sue riflessioni su Instagram:

"A short but great trip to Ticino with @yannick_flohe and @hungrylatvian came to an end. After doing Dreamtime, I set my sights on the famous @dave_graham_ test piece "The Story of Two Worlds" on the other side of the boulder. There are various videos online from lots of different climbers, all theoretically climbing the same boulder and claiming the same grade- 8C. It seems like the climbing community is not differentiating at all and rarely mentioning HOW things are climbed. This issue was recently brought to my attention after the discussion about @yannick_flohe 's "dab" on Dreamtime. Climbing and especially bouldering is all about the HOW. Even more surprising though was the fact that people don't really seem to care too much about the HOW, although it is supposed to be the most important part of climbing/bouldering in some people's eyes.
After watching all those videos of "The Story of two Worlds", I noticed there are huge differences. Some use a kneepad, although the FA was done without. Most sit down to start, some don't. One climber (@dai_koyamada) started lower than all the others and didn't use a kneepad. And in the end they all climbed the same 8C? That thought seems very alienating to me.
Yes, climbing is a funny sport and it's not only about getting to the top. It's HOW you get to the top. I would wish for more awareness within the climbing community, that there are differences in ethics, styles and grades. We, as climbers, should be more open about it and communicate HOW we have done certain climbs. Ticking a grade shouldn't be the most important part of climbing. Climbing is so much more than that.
There are differences in HOW things get climbed and we should acknowledge those.
Glad I managed an ascent of "The Story of two Worlds" on my last day. I valued climbing it without a kneepad and I did (barely). I'd say 8C seems about right. A little too much fridge hugging for my taste though ?. "


Il video sul suo Canale YouTube, nel quale, assieme ad Yannick Flohé, lo vediamo impegnato nelle salite dei seguenti boulders:

"La Pelle Direct" 8A+
"La Nave va" 7C+
"Dreamtime" 8C
"The Dagger" 8B/+
"The Story of Two Worlds" 8C



Matt Fultz apre Polaris 8C
(29/12/2020)

"Polaris" è il nuovo blocco di 8C aperto da Matt Fultz nell'area di Reynolds Creek.

"First ascent of Polaris in Reynolds Creek. Maybe Idaho’s hardest boulder? Or maybe it’s actually easy and it was just awkward for me? Bouldering is weird. No matter the grade, I’m pretty proud of this one! "

Per lui nel 2020 un totale di ben nove 8C e in particolare la ripetizione di "Hypnotized Minds" 8C+ aperto da Daniel Woods nel 2010.

Il video sulla sua pagina Instagram.
Christian Core racconta altri dettagli su Gioia
(27/12/2020)

Nuova presa su "Gioia" (dal 2015)
Varazze
Christian Core ritorna a raccontarci alcuni dettagli su "Gioia", lo storico boulder di Varazze che dopo la ripetizione di Adam Ondra si rivelò essere il primo 8C+ al mondo. Ce ne parla in particolare riguardo nuovi appigli e appoggi apparsi nel 2015 durante la visita di arrampicatori statunitensi, sulla stessa "Gioia" ma anche sull'uscita di "Raptor Survives".

Oltre all'appoggio, di cui si era parlato diffusamente all'epoca, si fa riferimento ad una presa apparsa nella prima sezione di "Gioia", in corrispondenza del passo chiave, una tacca fino ad allora inesistente, come si può vedere anche dagli screenshot dei video di Adam Ondra e Nalle Hukkataival. Appiglio che nemmeno Niccolò Ceria ha utilizzato durante la sua recente ripetizione.

Le foto con i dettagli:

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Christian si congratula ancora con Niccolò Ceria per la sua recente salita di "Gioia" e anche per il modo in cui di ha scelto scalarla, seguendo tutte le prese originali del blocco, senza cercare scorciatoie, all'insegna di un rispetto ed un etica rigorosi.

"Vorrei iniziare queste poche righe congratulandomi con il mio amico Niccolò Ceria, fortissimo e umile scalatore che salendo Gioia ha fatto un’altra bellissima linea, e anche uno dei riferimenti di Varazze.
La cosa più bella, che dimostra una forte etica, è che si è impegnato a salirla usando le prese originali.

Su diversi siti internet è stato detto molto su questo blocco, anche recentemente, e vorrei precisare alcuni dettagli.
Comprendo che i siti pubblicano quello che altri scrivono, va bene, ma chi scrive deve comunque avere un’idea completa di quello che dice, quindi vorrei fare chiarezza su alcuni punti.

Il blocco è stato scoperto dall’instancabile local Marco Bagnasco che ha ripulito la grotta e trovato questa linea logica, composta da piccole tacchette.
La roccia è solida, le prese tengono.
Sotto ad alcune tacchette, (nella seconda sezione), c’erano delle fessure sottili.
Per preservare dal ghiaccio invernale e dalle infiltrazioni, queste tacche per consolidarle, ho deciso di mettere della colla trasparente (chiamata: Loctite - super Attak) in queste fessure.
La colla é liquida e trasparente e fuori dalla fessura non si vede.
Vorrei che fosse chiaro che oltre a questo non é stato fatto altro, nessuno ha attaccato prese o pietre con la resina come mi é capitato di leggere, tutte le prese e le tacche di Gioia sono naturali, originali.

Il boulder l’ho liberato nel 2008, chiamandolo “Gioia”, nome semplice, dato dall’emozione di scoprire, lavorare e riuscire a salire una linea così bella dopo così tanta dedizione.
Successivamente tantissimi scalatori provenienti da tutto il mondo sono venuti a provarla, e mi è piaciuto moltissimo condividere questo periodo e questa bellissima roccia con molti di loro.

Qualche anno dopo è stato ripetuto da due fortissimi scalatori, in ordine Adam Ondra (2011) e Nalle Hukkataival (2014).
Circa un anno dopo, abbiamo trovato due importanti cambiamenti, è apparsa un’evidente tacca buona, che prima non esisteva, nella prima sezione accanto alla presa piatta nella fessura, e contemporaneamente anche un nuovo appoggio nella seconda sezione. (Come si può vedere dalle foto).
La linea Gioia era (ed è tuttora) cambiata.
Come tempo fa avevo scritto, ho chiuso l’appoggio e vi assicuro che non mi è piaciuto farlo.
A chi è già capitato, sa benissimo cosa si prova quando si cerca di riportare originale una linea modificata.
La tacca iniziale purtroppo era troppo grossa e non ho potuto fare nulla, è ancora lì.
Questa presa, come si vede nelle foto allegate, permette diverse possibilità, che facilitano ovviamente la sezione.

Nello stesso periodo abbiamo trovato cambiata anche la parte finale di un altro blocco nella stessa area, “Raptor Survives”, la linea originale segue tutto il bordo logico verso destra dello strapiombo (che era anche la sezione più dura) ora sale dritta evitando il bordo.

Ora vorrei tornare a Niccolò e alla sua bella ripetizione, perché ha dimostrato che con dedizione ed etica si può ancora salire quella linea così come era in origine, bellissima, spero che altri possano avere la gioia di salirla.

Christian Core"


Altri approfondimenti su Pareti e in inglese su 8a.nu
Quintetto di salite su Dreamtime
(22/12/2020)

Se si immagina un boulder icona, un blocco che ha fatto la storia del bouldering mondiale, non si può non pensare al capolavoro aperto nel 2000 a Cresciano da Fred Nicole: "Dreamtime".

Non poteva mancare nella lista dei difficili boulders saliti ultimamente da Niccolò Ceria in Ticino. Il video sul suo Canale Vimeo.

Una decina di giorni dopo aver salito un altro famoso blocco ticinese, "Off the Wagon", lo risolve anche Kim Marschner. Il video sulla sua pagina Instagram

Molto lungo ma fruttuoso il percorso di Martin Keller, il quale, dopo 18 anni dal primo tentativo, riesce finalmente a salirlo, poco prima del suo 43° compleanno.

Impressionante la velocità di Yannick Flohé (21 anni) che lo risolve in giornata, in sole quatto ore... Possiamo vederlo nel video sulla sua pagina Instagram.

Alex Megos ne viene a capo in due giorni di tentativi, per lui un anno decisamente fruttuoso con ben 26 boulders da 8A a 8C e una decina di vie da 8c+/9a a 9c!

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Niccolò Ceria ripete Gioia a Varazze
(16/12/2020)

Niccolò Ceria
"Gioia"
Varazze
Foto © video screenshot
"Gioia" è un blocco storico, uno dei più famosi e difficili al mondo. Aperto nel 2008 a Varazze da Christian Core, il quale inizialmente lo valutò 8C. Col passare del tempo e i tentativi di alcuni top climbers si iniziò a pensare che potesse essere qualcosa in più... La conferma di ciò la diede Adam Ondra, primo a ripeterla nel 2011, proponendo un upgrade a 8C+, il primo al mondo. Tre anni dopo, nel 2014, Nalle Hukkataival si aggiudicò la terza salita.

Nel 2015 infruttuosi tentativi da parte di Dave Graham e Daniel Woods, nonostante l'ausilio di una ginocchiera per cercare di risolvere il passo chiave. In quei giorni purtroppo ci furono anche accese polemiche riguardo un appoggio fino ad allora inesistente.

Si dovrà attendere fino al 2020 per vedere finalmente un'altra salita, questa volta ad opera di Niccolò Ceria, che ne viene a capo scegliendo di non usare il sistema dell'aggancio di ginocchio con knee pad, utilizzando invece un nuovo metodo, più fisico ma meno critico per la pelle delle dita rispetto a quello dei suoi tre predecessori. Il tutto a conferma di una grande condizione fisica, recentemente già dimostrata con le sue salite di altissimo livello in Ticino. Da sottolineare inoltre la sua figura di boulderista caratterizzata da un rispetto ed un'etica fuori dal comune.

Alcune foto, anche su "Gioia (stand-start)", risolto da Niccolò nel 2009.

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Il video della salita su Instagram, con il racconto di Niccolò:

"A piece of rock rich in history and full of stories.
Razor-crimps and powerful moves.
Famous and infamous.
A mixture of unique factors has made this piece of rock meaningful for many and, above all, legendary.

When I travel abroad, this is the boulder I always get questions about.
Gioia has always had climbers’ eyes on it indeed. This fact has put Gioia under the main reflectors standing out among the other (certainly not less) incredible Christian’s visions.
It’s honestly very impressive to witness the vision that an athlete like him has been able to realize on some pieces of rock.
Gioia (FA back in 2008!) is one of these lines and one of the few which reached the mainstream.

Despite sitting in the middle of the most crowded field of Italy, Gioia is located a bit far from my comfort zone. The step to go out there and put my hands on it has never come easy.
Why am I trying this? That was the question I wondered during the days of attempts. A clear answer wasn’t actually easy to find.
What and who drives to bear the fact of doing something out of my comfort zone and far from the styles I love?
I must admit that this time the sort of challenge of doing something which wasn’t typical of me got me trapped. On the other hand, the idea to know parts of Christian’s path and learn from someone who has a slightly different vision than you is fascinating and, no doubt, makes you grow.
Finally the movements.. which I believe being the main features from where the Joy comes out in this particular case.

On the last note. How.
I have never really tried the original beta as the third move seemed to be out of my box. Few years ago a smart knee-bar was found, switching the crux move from brutal to very technical.
I have nothing against knee-bars and I like to use them sometimes. In this case I chose not to use it simply for a personal taste. Since kneebar didn't suit my interest and the original beta didn’t fit my skills, I took more time and I finally figured out a different method which came out being less skin dependent and slightly more powerful.
This was the 4th ascent if I didn't miss anyone in the count."

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