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Luca Rinaldi su Nike e General Disarray a Brione
(04/04/2018)

Due bei blocchi per Luca Rinaldi a Brione com la salita di "Nike" e "General Disarray", entrambi 8B.

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Il video di Nike su Instagram

Luca ce li racconta:
"Nike è un blocco che dal punto vista della roccia non delude le aspettative. A Brione il 98% dei blocchi sono di altissima qualità, una percentuale altissima. Sia come roccia che come forme, le migliori di sempre, blocchi fisici ma con prese ''morbide'' che richiedono una precisione e una convinzione nei movimenti più alta che negli altri posti. L'ambientazione è sempre il massimo, sia nella zona river dove si è immersi in un ambiente con forme più morbide, tondeggianti, con sassi che hanno al loro interno strisce che sembrano disegnate da un pittore, alle volte si posso contare 8 o 9 colori all'interno dei sassi sparsi qua e là. Sia nella zona dei pratoni, dove i colori sono più scuri, e alle volte aspettando il momento giusto per il tentativo, seduto sui pad sembra quasi che le rocce cambino colore, dal grigio topo, al blu, fino al nero cristallino. Nike è sicuramente un blocco anomalo, una stile di linea che di solito scarto, ma il simbolo Nike creato dalla roccia a sinistra della start mi ha stregato. Parte su una fessura dove è fondamentale incastrare per proseguire sulla destra cavalcando il questo bordo inclinato su prese con una grana superba. Mentre General Disarray è un must, un classico di Brione, prese discrete, risolto spesso con il metodo classico che gli amanti del genere trovano al quanto calzante per il loro stile di scalata, e spesso facile. Ma per me forse per la misure o forse per il mio non amare i tallonaggi, è molto tricky. E' stata una guerra trovare la condizione mentale per concluderlo, ho salito la sezione dura con 4 metodi, una roba pazzesca, senza mai salirlo, dal più classico fino ad arrivare al salto in stile Hojer ma con lo spostamento di mano sulla pinza per tenere la sbandiera, lo avevo ormai salito parecchie volte eliminando il primo movimento, nulla di difficile, ma quando hai il sedere a terra, e parti per il giro buono, non sono le braccia a risentirne, ma piuttosto la testa che è carica di pressione, ma Lunedì dopo una mini sessione per rivedere i singoli e un po' di riposo, mi ritrovato a fare il salto con leggerezza, e poco dopo ero coricato su General, un po' di magone quando ho fatto su i pad e ho cancellato per l'ultima volta le righe di magnesite che indicavano la pinza quarzosa che contraddistingue questo gioiellino. Su questo passaggio, ho ritrovato una sensazione fantastica, vedere amici che sono li con te a prendere freddo, non scalando per ore e ore, che cercano di darti consigli sui metodi, sulle condizioni, sui tempi di riposo, che dopo sei ore di sessione quando ormai si vede poco e niente, credendo nella salita 100 volte in più di quanto non lo faccia io."
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