Etica - Marco Savio

Decisamente questo è un momento difficile per l'arrampicata etica.
Tutti noi, in primis il sottoscritto, abbiamo arrampicato su prese migliorate, scavate o addirittura avvitate su questo nostro patrimonio chiamato pietra, terreno di grandi avventure, di felicità o affermazione nel sociale.

Nonostante io mi schieri decisamente verso il "natural climbing", trovo difficile discernere su ciò che è lecito fare su di una via; personalmente prima di pensare di modificarne la roccia (in apertura, mai dopo) mi pongo veramente mille domande, se sia giusto o no, lascio passare del tempo, chiedo a gente più forte di provare a vedere se è possibile trovare qualche soluzione su quei metri apparentemente lisci e, solo dopo forse ripenso a fare piccolissime modifiche ad una sezione liscia.
Non faccio mai lavori per rendere itinerari più omogenei o per evitare sezioni di boulder o aleatorie.

Ho voluto fare questa precisazione sul mio modus operandi per far capire meglio a chi leggerà queste mie riflessioni che chiodare, comunque, resta sempre un grosso impegno, verso la pietra e gli altri, compresi quelli che in futuro si terranno sicuramente più di noi.
Quando cominci a chiodare una via è come se tu volessi dare una vita nuova a quel pezzo di roccia, t'impegni, la pulisci, la fori e da quel momento è chiaro che l'hai già profanata e violentata.

Il boulder, per quello che mi concerne, è una filosofia sicuramente diversa, anche se affine, con delle regole giustamente più rigide, quelle dettate dalla natura.
Con ciò non giustifico il bricolage delle vie ma ritengo che questa disciplina, che si basa su di una grande ricerca di purezza, di concentrazione ed abnegazione si debba svogere su un terreno di gioco che deve assolutamente essere lasciato intatto, integro per tutti come natura c'è l'ha dato.

Ho iniziato da un anno a fare boulder e non smetterò certamente di fare delle vie, ma questo mi ha aperto orizzonti nuovi, visioni più lontane, anche nell'apertura degli itinerari sulle falesie. Forse anch'io sto crescendo ed imparando a rispettare di più il prossimo, anche se vorrei concludere chiedendo di non sputare troppo su quello che abbiamo fatto in passato se ciò ci ha aiutato a crescere ed apprendere.

Buona vita a tutti.

Marco Savio